Il Premio nazionale Nati per Leggere, giunto quest'anno alla sua X edizione, è un riconoscimento alla migliore produzione editoriale per i bambini in età prescolare. E' stato istituito nel 2009 dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Città di Torino, il Salone Internazionale del Libro di Torino, il Coordinamento Nazionale Nati per Leggere e la rivista LiBeR. Ha ricevuto il patrocinio del Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il patrocinio della sezione italiana IBBY. Il Premio ha ricevuto inoltre la medaglia della Presidenza della Repubblica Italiana.

I vincitori della X edizione del Premio "Nati per leggere", annunciati lo scorso 16 aprile, saranno proclamati durante la cerimonia di premiazione che si terrà lunedì 13 maggio alle 17 nell’Arena del Bookstock Village del Salone Internazionale del Libro di Torino (9-13 maggio): sono stati scelti dalla giuria presieduta da Anna Parola (libraia della Libreria dei Ragazzi di Torino) e formata da esperti di letteratura infantile, pedagogisti, bibliotecari, educatori, pediatri. 

 

I VINCITORI DEL PREMIO NATI PER LEGGERE 2019

Per la sezione Nascere con i libri (6-18 mesi) è stato eletto miglior libro A fior di pelle (Lapis, 2018), di Chiara Carminati (scrittrice) e Massimiliano Tappari (fotografo), “per la cura e l’eleganza delle fotografie, per la facile maneggevolezza del formato e per le bellissime filastrocche di Chiara Carminati, che permettono un’interazione naturale e spontanea del genitore con il bambino nell’approccio sensomotorio”.

Per la sezione Nascere con i libri (18-36 mesi) è stato eletto vincitore Case così (Donzelli, 2018), di Antonella Abbatiello “perché è una versione originale di un topos assai frequentato dalla letteratura per l’infanzia, rivitalizzato da un uso sapiente dell’ironia e dalla semplicità di un segno grafico e cromatico che lo rende riconoscibile anche da bambini molto piccoli”.

Per la sezione Nascere con i libri (3-6 anni) ha ottenuto il riconoscimento Il sentiero (Orecchio Acerbo, 2018) di Marianne Dubuc, “un albo illustrato caratterizzato da uno straordinario equilibrio tra testo e illustrazione. Nelle oltre settanta pagine illustrate prende vita un racconto con protagonisti animali che si fa metafora della generosità, del rispetto e della trasmissione di esperienze, che costituiscono il nucleo e la vera ricchezza dei passaggi generazionali”.

La sezione Crescere con i libri ha visto vincitore La balenottera azzurra di Jenni Desmond (Lapis, 2016), che ha ottenuto il maggior numero di voti da una giuria di lettori composta da adulti e bambini in rapporto a un tema specifico. Questo il tema della X edizione, scelto dalla giuria: “Dall’atomo alla zebra: i primi passi nella scienza”.

Tre menzioni speciali sono andate a L’arte dell’amicizia di Cristina Petit (Artebambini, 2018), Amici di Charlotte Gastaut (Gribaudo, 2017) e Una nave di nome Mexique di Maria José Ferrada e Ana Penyas (Edizioni Clichy, 2019), per la portata innovativa, per l’istanza sperimentale e per il coinvolgimento immersivo richiesto al lettore.

Per la sezione Reti di libri – Progetto esordiente ha ottenuto il riconoscimento il Comune di Bova Marina (Reggio Calabria), “per l’impianto efficace e virtuoso di cui si compone, per il capillare e ramificato contatto con il territorio, per il lodevole interesse a coinvolgere comunità eterogenee e composite e per l’attenzione rivolta ai residenti di lingua straniera”.

Per la sezione Reti di libri – Progetto consolidato ha conquistato il riconoscimento la Provincia di Sondrio, con la seguente motivazione: “per l’aver costruito un percorso culturale di grande spessore e arricchimento, per l’impegno costante a lavorare in una realtà territoriale orograficamente faticosa, per il continuo e costante aggiornamento degli operatori coinvolti”.

La sezione Pasquale Causa ha decretato vincitore il pediatra Domenico Cappellucci (Abruzzo), “per la comprovata esperienza, per l’attenzione e la dedizione al lavoro, per il capillare impegno rivolto in egual modo alle famiglie, ai consultori, ai carceri e agli ospedali, per l’importanza data alla formazione e all’aggiornamento professionale”.