Da Lunedì 20 maggio (ore 16.00) con la presentazione di Pirandello tra Leopardi e Roma di Nicola Longo (Studium, 2018) comincia alla Biblioteca Nazionale di Roma un ciclo di incontri sul grande scrittore e drammatrgo di Girgenti, nell'ambito della mostra documentaria e iconografica Pirandello mai visto, a cura di Annamaria Andreoli e Andrea De Pasquale

Annamaria Andreoli presenta con l’autore il volume, che raccoglie cinque saggi dedicati all’opera di Luigi Pirandello. Questi sono preceduti da una brevissima riflessione su alcuni snodi della sua visione del mondo e della letteratura. Due saggi sono dedicati al rapporto di Pirandello con la scrittura di Giacomo Leopardi. In particolare si offre alla lettura un saggio che ha avuto sempre scarsa circolazione, in cui Luigi riflette sullo Zibaldone che Carducci stava editando per la prima volta alla fine del XIX secolo. Quindi si esamina la presenza delle Operette morali non solo nella trama della scrittura pirandelliana ma nelle pieghe della sua antropologia e della sua filosofia (quella che Croce, in maniera certamente deformata, definiva “da marciapiede”). Gli ultimi tre capitoli sono dedicati alla presenza della città di Roma nella vita dello scrittore agrigentino; nei testi delle sue novelle e nei testi dei romanzi. Pirandello dimostra di conoscere a fondo la topografia e la toponomastica della città in cui ha scelto di vivere, ma il segno distintivo della sua Roma è dato dal tono costantemente antiretorico con cui racconta non solo le strade e i palazzi ma i grandi monumenti della romanità. Sempre egli riesce a parlare di quella realtà romana ammantata di gloria rendendo normale (potremmo dire “borghese”) ciò che è stato tramandato come eroico o addirittura epico.

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