In occasione della Giornata Internazionale contro la Corruzione promossa dall’UNESCO, venti tra magistrati, prefetti, personalità del mondo della politica e dalla giustizia parteciperanno a Il virus della legalità, evento online ideato dalla Fondazione De Sanctis e moderato da tre brillanti firme del giornalismo italiano: Pietro Del Soldà, Marco Filoni e Giulio Gambino.

La maratona viene trasmessa in diretta streaming oggi mercoledì 9 dicembre dalle 11 alle 15 sul sito dedicato, su quello della Corte dei Conti, The Post Internazionale e Rai Cultura. “La corruzione – scrive l'Unesco, che patrocina l'iniziativa – prospera in tempi di crisi e la pandemia globale in corso non fa eccezione. Durante la crisi sanitaria del COVID-19, combattere la corruzione può fare la differenza tra la vita e la morte”.

 L'iniziativa è ideata in collaborazione con Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, che dichiara: "La tutela dei diritti delle persone private della libertà è un compito innanzitutto preventivo: occorre prevenire qualsiasi diminuzione dei diritti delle persone, in particolare di quelle più vulnerabili. In questa prospettiva la prima prevenzione riguarda la lotta a ogni forma di corruzione: quella che porta le persone socialmente fragili a divenire vittima di chi falsamente si presenta come possibile risolutore di problemi, quella che porta alle discriminazioni anche in quei luoghi dove l'uguaglianza dovrebbe essere elemento costitutivo, quella che porta a defraudare le risorse delle istituzioni riducendo la loro capacità di rispondere ai bisogni della collettività, a totale vantaggio di quelle realtà criminali che nella corruzione trovano il proprio terreno di espansione".

L'iniziativa si inserisce in un piano specifico volto alla divulgazione di un pensiero critico nei confronti del reale. «La Fondazione De Sanctis – dichiara il Presidente Francesco De Sanctis – realizza la maratona Il virus della legalità per delineare un quadro estremamente complesso e così riaffermare la possibilità di una via alternativa alla corruzione, ricordare come un mondo più trasparente è un mondo più aperto alla cultura».