La lettura come strumento di aggregazione: è questo l’obiettivo di “Che libro che fa Comunità”, il progetto del comune di Levanto vincitore del bando Città che legge 2018.

L’omonima qualifica è conferita dal Centro per il libro e la lettura, d’intesa con l’ANCI, alle amministrazioni comunali che si impegnano a svolgere con continuità sul proprio territorio politiche di promozione della lettura e permette di partecipare a bandi come quello uscito recentemente.

Levanto è una cittadina di meno di seimila abitanti situata lungo la costa ligure. Uno dei maggiori centri culturali della città è la biblioteca civica “Matteo Vinzoni” che ha sede nell’ex monastero delle Clarisse, un edificio costruito a partire dall’inizio del ‘600. La biblioteca prende il nome da un celebre cartografo della Repubblica di Genova nel XVII secolo, noto per l’accuratezza delle riproduzioni in scala e per alcune tecniche innovative che saranno alla base della cartografia moderna. Ed è proprio la morfologia della costa ligure, sospesa tra terra e mare, ad ispirare in parte la poetica di Eugenio Montale, nato a Genova e premio Nobel per la letteratura nel 1975. Montale da giovane trascorreva le sue vacanze nella villa di famiglia nei pressi di Punta Mesco, un promontorio a metà tra i comuni di Levanto e Monterosso al Mare. La riviera ligure e il paesaggio delle Cinque Terre si ritrovano in diverse liriche: “La Casa dei Doganieri”, “I Limoni”, “Meriggiare pallido e assorto” e “La Punta del Mesco”, come pure nella sua raccolta più significativa, “Ossi di Seppia”.

La storia culturale di Levanto è segnata, nei primi decenni del ‘900, dalla presenza di una colonia russa composta da intellettuali in fuga dalla rivoluzione sovietica. In particolare, la città diventa la casa di Aleksandr e Ilaria Amfiteatrov che nella loro villa accolgono altri esuli, soprattutto artisti, dando vita ad una sorta di cenacolo. Prima di fuggire in Italia, Ilaria Amfiteatrov fu imprigionata a Pietrogrado e da questa sua terribile esperienza trasse il libro “Negli artigli dei Sovieti” pubblicato dalla rivista “L’Eroica” di Milano nel 1922. Il retaggio di quegli anni è presente ancora oggi nella vita culturale della città con Amfiteatrov Levanto Music Festival, una rassegna di musica classica intitolata a Massimo Amfiteatrof, figlio della coppia e soprannominato il “Caruso del violoncello” per le sue doti che lo resero un violoncellista di fama internazionale. Questa non è l’unica rassegna culturale che anima la cittadina ligure. Ogni anno, infatti, si organizza “Levanto Reading Estate”: una rassegna letteraria con incontri, dibattiti e letture organizzata dalla Biblioteca Civica “Matteo Vinzoni”. L’edizione 2020 si è svolta nonostante l’emergenza epidemiologica con una programmazione “on air” attraverso video incontri, interviste radiofoniche e dibattiti virtuali.

Ad arricchire la vita culturale di Levanto hanno contribuito le iniziative dal basso contenute nel progetto “Che libro che fa Comunità”. All’interno della Biblioteca Civica è stata installata una "cassetta di pronto soccorso" dove i cittadini iscritti al prestito possono inserire una richiesta di "biblioterapia" ricevendo in cambio una “ricetta” personalizzata con l’indicazione di un libro-medicina che, presentata al libraio, consentirà di avere uno sconto. La lettura è arrivata in città con "Il mio bar sul mare", un ciclo di letture ad alta voce a cura degli studenti delle scuole, mentre proprio a scuola si sono attivati laboratori di riscrittura creativa con “Fan Fiction Stories”.

Tutte pratiche volte a rendere la lettura un’azione ripetuta e consolidata, un momento di aggregazione, integrazione, scambio, gioco e azione. Tutto volto ad alimentare la crescita culturale attraverso la pratica della lettura. Il progetto è continuato anche al termine del finanziamento e ora cammina sulle proprie gambe.